


La bottega degli Scibetta è stata visitata da “LUCHINO VISCONTI“, in occasione della realizzazione del film del romanzo “Il Gattopardo“ di Tomasi di Lampedusa, oggi è stata trasformata in Museo dell’Orologio sotto la tutela della soprintendenza dei beni culturali di Palermo. Scibetta famiglia d'orologiai arriva a Bisacquino, nel 700, il capostipite Rosario si trasferì da Castrofilippo, riconvertendo il vecchio mestiere di armaiolo (pistole, fucili da caccia) in quello di costruttore di orologi meccanici da torre. La sua attività venne portata avanti dal figlio Calogero (1800- 1897) al quale si deve la costruzione di n° 5 orologi da torre, che fanno oggi bella mostra di sé. Gli orologi costruiti dal 1830 al 1860 da Calogero sono: 1)Bisacquino (torre San Vito), 2)Castelvetrano (Itria), 3)Campofiorito (torre civica), 4)Corleone (Municipio), 5)Salaparuta (chiesa madre). Un gran lavoro nella tradizione lo ha fatto il nipote Vincenzo, che ha costruito ben 47 orologi da torre, un suo orologio ottenne un premio all’esposizione Agricola Siciliana di Palermo (1892). I suoi orologi sono presenti: 1)Agrigento, 2)Altofonte, 3)Bagheria, 4)Belmonte Menzagno, 5)Bisacquino (municipio), 6)Bisacquino (chiesa madre), 7)Bolognetta, 8)Borgetto, 9)Calamonaci, 10)Cartabellotta, 11)Carini, 12)Castronovo, 13)Casteldaccia, 14)Castelvetrano, 15)Caltavuturo, 16)Ciminna, 17)Chiusa Sclafani, 18)Contessa Entellina, 19)Corleone (chiesa madre), 20)Cinisi, 21)Gratteri, 22)Giuliana, 23) Locati Buonpietro, 24)Lercara Friddi, 25)Marineo, 26)Menfi, 27)Mezzojuso, 28)Palermo (S. Lorenzo), 29)Partinico, 30)Petralia Soprana, 31)Petralia Sottana, 32)Porto Empedocle, 33)Roccapalumba, 34)Ribera, 35)Roccamena, 36)Gibilmanna (santuario), 37)Santaflavia, 38)Santa Ninfa, 39)Sciacca (municipio), 40)Sciacca (chiesa madre), 41)Sciara, 42)Termini Imerese (comune), 43)Termini Imerese (chiesa madre), 44) Torretta, 45)Trabbia, 46)Vicari, 47)Villa S. Giovanni (FF.SS.).
Entrando a sinistra sono presenti due pannelli espositivi con foto, dell’avvenuta partecipazione alle varie fiere, (fiera di Milano, fiera del Mediterraneo Palermo). Gli attrezzi presenti all’interno so-no: Tornio Parallelo, banco prismatico di gran precisione; testata a tre velocità, carrello portautensili con avanzamento a vite e barra scatola “Norton”, supporto a croce per la costruzione di viti piane, macchina acquistata da Natale, dopo un esperienza maturata alle officine “SCAT” di Torino, fresatrice: costruita da Vincenzo negli anni 60, periodo di massima attività della fabbrica, tornio parallelo per lavori pesanti è dotato di ruota di ritardo, per consentire maggiore incisività all’utensile di lavoro (allo stesso tornio sono applicate le varie combinazioni per le costruzioni delle madreviti, costruzione di Vincenzo seconda metta 800), stessa macchina sopradescritta, ma per usi diversi cioè per la fresatura delle ruote ad angolo per lavori di serie; come viti, bulloni, piccoli viti ed accessori, trapano a colonna: di costruzione industriale “Carlo Naef” acquistato da Vincenzo, questa macchina serve anche per lavori diversi come scannellature per chiavette, trapano americano per grossi fori, regalato dai frati del santuario di San Calogero di Sciacca, quando i Saccensi d’America hanno regalato l’orologio del Santuario (il montaggio e collocamento eseguito gratuitamente da Vincenzo Scibetta è stato compensato, con il regalo del grosso trapano), orologio da torre gran suoneria: ore- quarti- mezzogiorno mezzanotte (le ore da uno a dodici battute su campane di tono differenti alle battute dei quarti da uno a tre ogni quindici minuti, costruito da Paolo nel 1947 collocato sul campanile della Matrice di Baucina, l’orologio è poi stato sostituito con un altro sempre di costruzione di Paolo Scibetta, in conseguenza del restauro del campanile avvenuto nel 1987). Nella prima stanza è presente “l’Orologio Geografico Universale”
che sincronizza il fuso orario di Roma con l’ora dei più importanti fusi orari del globo terrestre. All’ interno delle due stanze, esposti nelle varie pareti e sopra i banconi da lavoro e vicini alle varie macchine sono presenti tutti gli utensili che servivano negli anni della lunga attività per la costruzione e la lavorazione degli orologi. Nel museo di Bisacquino è stato creato un angolo, che rappresenta il lavoro che veniva svolto dall’orologiaio. Esposto un orologio a “gabbia” da torre fun-zionante, e tutto intorno una serie di attrezzi che servivano per la realizzazione degli orologi, tra i quali una “fonderia” nella quale sono entrate a migliaia vecchie pentole di rame (da “legare” col piombo e il rame) e sono usciti ingranaggi, ruote ancora funzionanti. La realizzazione di questo spazio dedicato all’ artigianato dell’orologio è stato possibile, grazie a Paolo Scibetta che ha donato al comune di Bisacquino la fonderia, la ventola, il mantascio, anche una buona parte d’utensileria. Oggi il Museo dell’Orologio potrebbe essere più ricco e completo, ma grazie alla sua generosità, questo non è più possibile. Questi altri esemplari possono essere ammirati al Museo Civico di Bisacquino.


